Chroogomphus helveticus

Chroogomphus helveticus comm. Però facilmente confondibile con Cortinarius rubellus o speciosissimus!!!

 Chroogomphus helveticus

Il Chroogomphus helveticus è un fungo appartenente alla famiglia delle Gomphidiaceae, noto per la sua associazione micorrizica con le conifere, in particolare i larici (Larix decidua). È una specie poco comune e di scarso valore gastronomico.

 • Cappello:

Diametro di 3-8 cm, inizialmente convesso, poi appianato con un leggero umbone centrale.

Superficie viscida e brillante in condizioni di umidità, di colore rosso-arancio o brunastro, spesso con sfumature più scure.

Lamelle:

Spesse e distanziate, decorrenti sul gambo.

Di colore giallo-arancio nei giovani esemplari, tendono a scurirsi fino al bruno-nerastro con la maturità.

Gambo:

Lungo 3-8 cm, cilindrico e spesso, con una base leggermente ingrossata.

Colore simile al cappello, più chiaro nella parte superiore, spesso macchiato di bruno verso la base.

Carne:

Giallastra o aranciata, che si scurisce leggermente all’aria.

Odore lieve e sapore dolciastro, ma il fungo è considerato di scarsa qualità gastronomica.

 • Cresce in associazione con larici nei boschi di montagna, su suoli acidi.

Predilige ambienti freschi e umidi, fruttificando dall’estate all’autunno, spesso isolato o in piccoli gruppi.

Commestibile ma non pregiato, con una carne poco apprezzata dal punto di vista culinario.

Può essere consumato solo dopo una cottura prolungata, ma il suo sapore mediocre e la consistenza viscida lo rendono poco interessante.

Può essere confuso con altre specie del genere Chroogomphus o con funghi simili:

Chroogomphus rutilus: più comune, ha un cappello di colore aranciato uniforme e non è esclusivamente associato al larice.

Gomphidius glutinosus: più grande e viscido, con cappello grigio-brunastro e lamelle meno colorate.

 

Note utili

 

Il Chroogomphus helveticus è una specie interessante per gli appassionati di micologia per la sua associazione ecologica con il larice e il suo aspetto caratteristico. Tuttavia, è raro e non particolarmente apprezzato dal punto di vista culinario, per cui è consigliabile lasciarlo al suo habitat naturale.

ChroogomphusHeveticus

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