Paxillus involutus, boletales si macchia al tocco, lamelle staccabili, umbone e zonatura e solchi o striature sul cappello e scrobiloci
Paxillus involutus, noto anche come falso chiodino o falso lardaiolo, è un fungo appartenente alla famiglia Paxillaceae. Questo fungo, sebbene sia diffuso in molte foreste di latifoglie e conifere in Europa e Nord America, è altamente tossico e potenzialmente letale se consumato, anche dopo cottura. Le sue tossine possono causare sindrome paxillica, una grave reazione immunitaria che può essere progressiva e fatale.
• Cappello: Di forma inizialmente convessa e poi spianata, il cappello misura dai 5 ai 15 cm di diametro e presenta un margine tipicamente arrotolato verso l’interno (da cui il nome “involutus”). La colorazione varia dal marrone chiaro al marrone scuro, con una superficie che diventa leggermente viscida in presenza di umidità.
• Lamelle: Decorrenti e fitte, di colore giallastro o bruno, facilmente separabili dal cappello. Queste lamelle si scuriscono se maneggiate o danneggiate.
• Gambo: Piuttosto corto, cilindrico, di colore simile a quello del cappello ma più chiaro alla base. Può diventare cavo con l’età.
• Carne: Di colore giallastro, virando al bruno quando viene tagliata o esposta all’aria. Ha un odore non particolarmente distintivo e un sapore leggermente acido.
Paxillus involutus cresce prevalentemente nei boschi di latifoglie e di conifere, spesso associato a betulle e altri alberi, su terreni umidi e ricchi di materia organica. È comune nei climi temperati e può essere trovato dall’estate all’autunno.
Questo fungo è altamente tossico e potenzialmente mortale. Il consumo di Paxillus involutus può scatenare una reazione autoimmune nota come sindrome paxillica, che comporta la distruzione dei globuli rossi (emolisi) e può causare insufficienza renale e, nei casi più gravi, la morte. Gli effetti tossici non sono eliminati dalla cottura, dal congelamento o dall’essiccazione, rendendo il fungo pericoloso in ogni sua forma.
In sintesi, Paxillus involutus è una specie da evitare rigorosamente per la sua tossicità. Nonostante la sua somiglianza con altre specie commestibili, i rischi associati al suo consumo superano di gran lunga i benefici, e rappresenta un pericolo significativo per i raccoglitori inesperti.
