Funghi di maggio: le specie più caratteristiche del mese primaverile.
Il mese di maggio segna un momento di passaggio tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, ed è uno dei periodi più interessanti per l’osservazione e la raccolta dei funghi.
La conoscenza approfondita delle caratteristiche morfologiche e degli habitat, unita al rigore nella determinazione, resta essenziale per una raccolta sicura.

La raccolta di maggio, per quanto ricca, richiede competenza specifica: molte specie sono di difficile determinazione, alcune potenzialmente mortali, altre commestibili solo dopo trattamenti idonei.
È essenziale procedere sempre con rigore scientifico e, in caso di dubbio, rivolgersi a un ispettore micologico qualificato.
Le condizioni climatiche tipiche – temperature in rialzo, suoli ancora umidi per le piogge primaverili, giornate più lunghe – favoriscono la fruttificazione di diverse specie, sia commestibili che tossiche.
Tra i funghi commestibili più ricercati troviamo le Morchelle (Morchella spp.), facilmente identificabili per la mitra alveolata e il gambo cavo.
Queste specie si sviluppano soprattutto in zone sabbiose, nei pressi di fiumi, siepi e vecchi orti, e richiedono sempre una corretta cottura per neutralizzare le tossine termolabili.
Simile nell’aspetto ma potenzialmente tossica è Gyromitra esculenta, che può causare sindrome giromitrica anche dopo essiccazione, motivo per cui ne è fortemente sconsigliato l’uso alimentare.
In maggio può comparire anche se tardiva, la Calocybe gambosa, noto come “prugnolo”, fungo commestibile primaverile che cresce nei prati e nei bordi boschivi, spesso in presenza di rosacee spontanee come il biancospino.
È apprezzato per la carne soda e l’odore farinoso, ma va distinto da alcune specie tossiche con caratteristiche morfologiche simili:
- Entolboma sinuatum (Entoloma livido o Agarico sinuato): Questa è una delle confusioni più pericolose. L'aspetto generale, soprattutto negli esemplari giovani, può somigliare al Calocybe gambosa. Tuttavia, l'Entoloma sinuatum, anche se preferibilmente cresce nei mesi autunnali, ha un odore più sgradevole, descritto come rancido o di farina avariata (anche se a volte può avere una nota farinosa in gioventù). Le lamelle tendono a diventare giallastre con la maturazione e il gambo può essere ingrossato alla base. La sua tossicità è elevata e può causare gravi problemi gastrointestinali.
- Inosperma erubescens (precedentemente Inocybe erubescens o Inocybe patouillardii): Questa specie tossica può anch'essa somigliare al Calocybe gambosa allo stadio giovanile. Si distingue per il suo odore fruttato pungente e per la tendenza a sviluppare macchie rossastre al tocco o con la maturazione. Le fibre del cappello sono radiali e spesso il cappello si presenta screpolato. La sua tossicità è elevata e può causare sindrome muscarinica.
- Clitocybe dealbata (Clitocibe bianca): Questa piccola clitocibe bianca, che cresce spesso in cerchi nei prati, può essere confusa con esemplari giovani e bianchi di Calocybe gambosa. Tuttavia, la Clitocybe dealbata è più piccola, ha lamelle decorrenti sul gambo e non presenta il caratteristico odore di farina del prugnolo. Contiene muscarina e può causare la sindrome omonima.
- Giovani esemplari di alcune specie del genere Galerina, in particolare Galerina marginata (Galerina autunnale o Fungo смертельный колокольчик): Sebbene la Galerina marginata cresca su legno morto e abbia spore di colore ruggine-brunastro (a differenza del Calocybe gambosa che cresce a terra e ha spore bianche), esemplari giovani potrebbero superficialmente ricordare il prugnolo. La Galerina marginata è estremamente tossica, contenendo le stesse amatossine mortali dell'Amanita phalloides.
Non mancano, in Maggio, i primi boleti, in particolare Boletus aestivalis, che può comparire già verso la fine del mese nelle zone collinari o montane ben esposte.
Altre specie tipiche di maggio sono Coprinus comatus, presente ai margini di strade e sentieri, e diversi agarici primaverili, come Agaricus silvicola e Agaricus arvensis.
Va segnalata anche la presenza di funghi ipogei, come le tuberacee primaverili, tra cui Tuber borchii, specie commestibile che fruttifica in ambienti sabbiosi e calcarei.
Maggio è inoltre un mese in cui iniziano a fruttificare alcune specie legate alla sindrome muscarinica, come Clitocybe rivulosa e Inocybe spp., piccole e poco appariscenti ma molto tossiche, presenti nei prati e lungo i margini dei sentieri.
In sintesi, maggio offre una buona varietà micologica, ma richiede attenzione per la presenza simultanea di specie commestibili e pericolose.
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Funghi di maggio: tra primavera e inizio estate
A maggio il sottobosco si risveglia. Crescono le prime spugnole, le morchelle, ma anche funghi simbionti come il Calocybe gambosa nei pascoli e il Boletus pinophilus nei boschi montani. Da osservare con attenzione anche il genere Gyromitra, per le tossicità. È il momento giusto per iniziare la stagione micologica con attenzione e rispetto per la natura.
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Funghi di Maggio in Italia: Guida Rapida
Commestibili da cercare con attenzione
- Calocybe gambosa (Prugnolo): fungo primaverile molto apprezzato, cresce in prati e margini boschivi.
- Boletus pinophilus (Porcino rosso): presente nei boschi di conifere, soprattutto in zone montane.
- Pleurotus eryngii (Cardoncello): diffuso in alcune regioni del Sud Italia, cresce su radici di piante erbacee.
- Morchella spp. (Spugnole): ricercate per il loro sapore, ma da consumare solo dopo adeguata cottura.
- Amanita vaginata: commestibile solo dopo cottura, ma facilmente confondibile con specie tossiche.
Funghi tossici da evitare
- Gyromitra esculenta: tossico da crudo e potenzialmente mortale; la tossicità può persistere anche dopo cottura.
- Amanita gemmata: può causare disturbi gastrointestinali; da non consumare.
- Rubroboletus satanas (Porcino malefico): aspetto simile ai porcini, ma altamente tossico.
Consigli utili
- Non fidarti dell’aspetto: molte specie tossiche somigliano a quelle commestibili.
- Consulta sempre un ispettore micologico prima di consumare funghi raccolti.
- Evita raccolte eccessive e rispetta l’ambiente.